Workshop: Verso una progettazione sociale sostenibile

Nello scenario attuale di continua e progressiva riduzione di risorse economiche destinate al welfare, cresce sempre più il disorientamento di coloro che a vario titolo rivestono un ruolo di primo piano in questo settore. Si aprono così importanti interrogativi: cosa vuol dire programmare interventi sociali oggi? Quale ruolo assumono strumenti quali la progettazione e la valutazione?

Certamente la complessità e le difficoltà oggi vissute impongono di ripensare teorie, metodologie e modelli rendendo necessario riattualizzare contenuti sui quali si sono spese riflessioni passate.

Quali in sintesi i principali cambiamenti?

  • una forte contrazione delle risorse che “tradizionalmente” hanno sostenuto il welfare in questi ultimi anni e che pone di fronte alla difficoltà di dare continuità a interventi sia sperimentali che ordinari;
  • il crescente peso assunto da parte di soggetti terzi (es. fondazioni bancarie e private) che ha cambiato lo scenario di riferimento, imponendo agli operatori sociali di apprendere nuovi linguaggi e costruire nuove interlocuzioni;
  • orizzonti temporali sempre più limitati (spesso di una sola annualità) che sostengono lo start up di nuove iniziative ma non offrono grandi garanzie di continuità e soprattutto impegnano gli attori sociali ad occuparsi anche della sostenibilità economico-finanziaria degli interventi che propongono;
  • la richiesta da parte dei soggetti erogatori di aggregarsi in partenariati per poter usufruire delle risorse messe a disposizione, che richiede una rivisitazione dell’idea di mercato e di concorrenza.

Tutti questi elementi, e altri ancora, suggeriscono quindi di interrogarsi sul significato che la progettazione e la valutazione dell’intervento sociale possono assumere. La percezione è che siano sempre più spesso pratiche svuotate di senso dove la progettazione coincide con lo “scrivere progetti” per ottenere finanziamenti e la valutazione con un “adempimento” nella costruzione di batterie di indicatori che poi difficilmente vengono rilevati.

La deriva più rischiosa è pensare che, nell’estemporaneità e nella residualità in cui si stanno trovando i servizi, non ci sia né spazio né tempo per progettare gli interventi e tanto meno per poterne valutare i risultati.

Crediamo che proprio per il contesto in cui ci troviamo, per i tratti che sinteticamente abbiamo fin qui tratteggiato, sia quanto mai necessario recuperare il senso della progettazione (proicere: gettare avanti) e della valutazione (vàlere: attribuire valore), proprio perché in un contesto generale che rischia di ridimensionare il significato e la portata dell’azione sociale e di schiacciarla nel “qui ed ora” dell’azione, si possano riattivare processi di ipotizzazione, analisi e la costruzione di una nuova realtà sociale.

Questo workshop si propone di aprire un dialogo intorno alla progettazione e alla valutazione tra i principali protagonisti del welfare: i promotori di politiche e gli operatori sul campo, ovvero tra chi definisce gli indirizzi da perseguire, mette in campo le risorse e promuove sistemi di progettazione e valutazione e chi, dall’altra parte, operando sul campo, conosce i problemi da vicino, promuove i processi di trasformazione verso il benessere e ne comprende limiti e risorse.

L’apertura al dialogo e al confronto tra questi soggetti vuole rappresentare un’occasione per esplorare la possibilità offerta dall’adozione di punti di vista “altri” e altresì ridurre la distanza tra coloro che rivestono un ruolo chiave nel “welfare di oggi”, affinché siano sempre meno antagonisti e sempre più co-protagonisti nella costruzione del “welfare di domani”.