Le ragioni che ormai 5 anni fa ci avevano indotto a istituirlo sono ancora presenti e forse, nell’attuale fase di incertezza sugli investimenti governativi in questa direzione, sono per certi versi aumentate.

“Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” è nato infatti per stimolare una sorta di risveglio dal basso, dopo il trauma della crisi e dei pesanti tagli al welfare intervenuti nei primi anni ’10.

Gli operatori dei servizi e i costruttori di politiche sociali, dopo una fase di depressione e rassegnazione, si stavano infatti riattivando per ricostruire progetti di sviluppo del welfare, dopo lo stallo dovuto al “trauma” legato all’improvviso aumento del bisogno sociale e alla parallela diminuzione delle risorse. Negli ultimi due-tre anni i sistemi di welfare si stavano quindi riattrezzando, indirizzandosi verso forme di cambiamento e sviluppo innovativo che altrove abbiamo definito “pragmatico e “di prossimità”.

Abbiamo pertanto l’ambizione di pensare che “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” abbia nel suo piccolo, negli scorsi anni, dato un sostegno al superamento di una fase di rassegnazione, fornendo un contributo di buone prassi al tentativo di cambiamento di un welfare che è stato in buona parte svuotato.

Oggi lo scenario ci sembra di nuovo cambiato anche se non migliorato. Se negli ultimi mesi del precedente Governo una serie di spinte anche nazionali hanno riattivato energie e risorse locali, oggi, in una fase ancora di rodaggio del nuovo governo, gli operatori appaiono per lo più disorientati nel capire dove si sta andando.

Solo per fare alcuni esempi, precisiamo che ancora non sappiamo che cosa resterà dell’investimento connesso al nuovo REI, caratterizzato dai “servizi al centro”, come è bene illustrato da un testo di Daniela Mesini (Lotta alla povertà: i servizi al centro, Maggioli, 2018); ancora non sappiamo se la riforma del terzo settore con la sua spinta alla coprogettazione e allo sviluppo di progetti integrati sarà effettivamente implementata, ancora non sappiamo se iniziative come il “dopo di noi” regolato da una recente legge nazionale, riusciranno effettivamente a decollare, ecc.

In questo contesto, crediamo che oggi valorizzare le buone prassi dei territori possa assumere anche nuovo valore: quello di riconoscimento del fatto che il welfare territoriale è vivo e procede nel suo sviluppo incrementale e sperimentale anche in uno scenario di incertezza, nella speranza che idee, orientamenti e tendenze innovative possano influenzare le linee di indirizzo nazionali in una direzione coerente con quanto avviene a livello locale.

In un recente articolo apparso su Animazione Sociale, Elena Allegri (una delle vincitrici della scorsa edizione del Premio) afferma che è arrivato il momento di “allargare lo sguardo” al territorio e nei territori: “urge riportare il sociale dentro la narrazione collettiva, come è stato in altre epoche e come è vitale fare oggi. Urge alzare lo sguardo dal lavoro sul caso e lavorare con gruppi e persone nel territorio”.

Noi speriamo che il Premio “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” possa contribuire ancora ad andare in questa direzione.

Il Premio, promuove la costruzione di un welfare sociale “comunitario e integrato”, che investa risorse pubbliche anche attraverso forme di integrazione fra politiche sociali, sanitarie, educative, del lavoro e dell’inclusione sociale, e che stimoli la partecipazione attiva della società civile al benessere collettivo: un welfare sociale “attivo”.

Molti articoli di qualità sono arrivati in redazione da tutto il territorio nazionale e su diverse aree tematiche: dalle più classiche di Prospettive Sociali e Sanitarie, a qualche novità ed esperienza più particolare.

Ne abbiamo premiati otto che pubblichiamo in due fascicoli della rivista, cercando di offrire in ciascuna uscita, come sempre, una buona eterogeneità e ricchezza di contenuti. Verranno poi raccolti in un Quid Album in pdf dedicato interamente a questa Terza edizione del Premio IRS – CNOAS – PSS.

I primi quattro sono pubblicati sul n. 4, autunno 2018, di Prospettive Sociali e Sanitarie:

  • “Un modello di integrazione sociosanitaria innovativa nei territori di ATS Insubria e ATS Milano. Esperienze a favore di giovani adolescenti con disturbi di personalità borderline realizzate nei centri snodi”, presentato da Luigi Campagner e Carlo Arrigone per Il Sentiero scs e La Clessidra scs (enti gestori dei Centri Artemisia e dei Centri Snodi).
  • “Progetto sperimentale voucher dimissioni protette”, presentato da Floriana Malvezzi per l’Azienda sociale Cremonese.
  • “Coesione sociale e mix sociale: il servizio di accompagnamento all’abitare nell’edilizia pubblica”, presentato da Carla Moretti e Micol Bronzini, Centro di Ricerca e Servizio sull’Integrazione Socio-Sanitaria, Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali, Università Politecnica delle Marche.
  • “Il carcere? Che opera d’arte! L’altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana”, presentato da Anna Paola Lacatena (DDP ASL TA) e Giovanni Lamarca (Casa Circondariale “C. Magli”, Taranto), per le donne detenute che hanno partecipato al Progetto.

I successivi quattro contributi verranno pubblicati nel n. 1, inverno 2019, di Prospettive Sociali e Sanitarie:

  • “Il laboratorio di Educativa territoriale del Centro ‘La Tenda’. Promuovere percorsi di integrazione tra ambito formale e non formale per il contrasto della povertà minorile nel Rione Sanità”, presentato dall’Associazione Centro La Tenda, Napoli.
  • “Reddito di inclusione attiva: il progetto del Comune di Verona”, presentato da Laura Debiasi e Giuliana De Guidi.
  • “La Traccia. Percorsi di aiuto domiciliare ad anziani e disabili ad alto rischio di emarginazione”, presentato da CISSACA, Alessandria.
  • “L’unione… non fa il bullismo”, presentato da Monica Paris e Gianna Rita Zagaria.

Il momento di riconoscimento pubblico del Premio si è tenuto il 25 ottobre a Roma, presso il Cnel, durante il convegno organizzato dal Cnoas: “Obiettivo inclusione sociale: sinergie e prospettive di welfare”.

I premiati, oltre a ricevere l’abbonamento alla rivista in omaggio per tutto il 2019, sono stati invitati a partecipare all’evento per la consegna dell’attestato.

I contributi vincitori delle due precedenti edizioni del Premio sono raccolti in altrettanti “Quid Album”, disponibili per l’acquisto sul sito di Prospettive Sociali e Sanitarie:

  1. Costruiamo il nuovo welfare. Esperienze di innovazione sociale nei territori, 2015 [presentazione in PDF]
  2. Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio. seconda edizione, 2016/2017 [presentazione in PDF]